Il cimitero delle parole perdute...

Sapete cosa faccio quando sono in profonda sofferenza?
Io scrivo, bene o male poco m'importa, mi chiudo nella mia mente, mi isolo nella mia bolla di onice nero ed inizio a dipingere un mondo di parole colorate dalle mille sfumature, parole a caso trasparenti con finestrelle colorate come bolle di sapone, parole solo mie.
Ho la scrittura compulsiva da sempre ...amo i fiumi di parole, amo come s'intrecciano ai concetti come volano alte, come toccano il cuore, come donano gioia come feriscono, come fanno disastri, come sono incomprese, come quelle non dette possono soffocare lentamente l'anima.
Parole, parole senza senso, parole cariche di dolore, parole fredde e vuote come dopo esser stati pervasi e calpestati da emozioni sconnesse, parole di gioia come quando ricevi un dono inatteso, parole leggere come piume che come soffio al vento volano via leggere, parole di rabbia come quando sei in lotta con il mondo e urli contro te stessa, parole di impotenza come quando vorresti comunicare chiarire ma ti viene negato apponendo indifferenza, parole matte come quando scrivi post su facebook parole vacue come quelle pronunciate tanto per dire, parole sterili coma acqua distillata che non sanno di nulla e vedi attraverso, parole calde come quando sei in preda ad un grande passione, parole d'amore cariche di follia ,parole negate, parole buttate. nei miei periodi piu' bui sono state di gran sfogo come i miei libri ed i miei cani.
Quando ho un dolore profondo, di quelli che scuotono l'anima che feriscono nel profondo tanto da torcere  le viscere e scavando dentro un arido vuoto e sento le lacrime pulsare in gola e salire e tracimare lentamente... a quel punto quando iniziano a sgorgare copiose le accompagno con una pioggia di parole.
Ogni lacrima una parola, ogni parola un pensiero, ogni pensiero un concetto, e cosi' via martellante, frenetico ed incalzante sempre piu' rapido, poi nel momento in cui lacrime danzano a ritmo sfrenato intrecciandosi con concetti  dolore e pensiero ... il cuore inizia piano a calar di giri, le dita rallentano sulla tastiera a passo di battito i pensieri si dissolvono, le lacrime si esauriscono dolcemente lasciando quel classico pizzicore sulla pelle solcata.
In quell'istante si dirada la confusione che fitta m'annebbia ed ha inizio una fase di lucida comprensione in cui tutto il dolore d'incanto svanisce e ti senti svuotata, stanca ma leggera.
Per me le parole sono importantissime, bisognerebbe dosarle  pesarle bene prima di pronunciarle. Una volta pronunciate la parole, non si puo' piu' tornare indietro, non si ritirano come linde camicie in lavanderia, le parole sono un dono che ha un valore enorme per chi le riceve, a seconda di chi le pronuncia a parita' di concetto hanno un peso specifico differente, le parole hanno vita quella che viene loro impressa, nascendo da labbra di dolce o brutale impeto, alla pronuncia.
Le parole creano mondi, immaginari ed involontariamente aspettative.
Le parole sono lame affilate con manico d'ovatta cosi' da lenire ad ogni stilettata il sangue versato.
In quest'epoca consumista in cui anche la parola è merce a pronto consumo, mi viene tristezza vedere come si buttino a casaccio, senza riguardo, povere parole.
Mi ferisce è vedere come si sfruttano le parole per ingannare, come si frustano per colpire piu' in profondita' per manovrare.
Vedere come a regola d'arte si confezionano per lanciarle come trottole a tutta velocita' sul bersaglio perchè non abbia tempo di prender fiato o ragionare consapevoli che perderebbero efficacia. 
Confesso che le persone, a volte, mi fanno paura...è disarmante la leggerezza con cui si pronunciano e si chiedono a fior di cuore alcune parole per poi archiviarle con sconcertante rapidita'.
Ma del resto viviamo consumiamo sentimenti che bruciano in due giorni senza lasciar traccia. Creiamo fittizi immaginari da chiudere e buttare come scatole vuote nel bidone del cartone, dimentichiamo persone dette speciali con una scrollata di spalle a condire la pochezza del lesso in tavola, consideriamo chiunque rottamabile.
Non comunichiamo piu' di persona con dialoghi costruttivi scordandoci che le persone posseggono quelle strane ed astratte "cose" desuete dette sentimenti ed una chimerica sensibilita' che leggenda vuole ,sapete è strano, si possa anche ferire facendo discreti
danni... impensabile vero ?
Figuriamoci se possiamo avere il coraggio di dare un valore e concretezza alle parole.
Pensare che, una volta spogliate e disarmate le persone e conquistate quelle bramate strane parole pregne di concettualita' che custudiscono intima natura, si fa come con la raccolta delle figurine:
ce l'ho , ce l'ho... azz manca!
Completato l'album pochi lo tengono come ricordo prezioso...occupa spazio, finisce il bello del gioco... Beh, che farsene? .. ah sì bidone dell'immondizia... del resto c'è sempre una facile soluzione a tutto...!!!
Siamo esseri umani... imperfetti in costante errore sempre di corsa con poco tempo per noi ed i nostri pensieri, il piu' delle volte in preda alla nostre paure ma penso una cosa:
penso si dimentichi troppo spesso che noi siamo le nostre parole, sono quelle ci qualificano ogni giorno insieme alla concretezza con cui le applichiamo e la ponderatezza con cui le pronunciamo.
Gia'... ma del resto è sempre esistito chi parla tanto per non dir nulla, chi parla poco tentando di dare molto e chi avrebbe voluto dire ma ha rinunciato da un pezzo...

Commenti

  1. bellissimo testo profondo e riflessivo

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Un testo da leggere tutto d'un fiato, chiudere gli occhi aprire le braccia e respirare a pieni polmoni per ripartire con piu'energia e determinazione. Grazie.

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    1. Grazie a te Andrea, non sai quanto sia inebriante per me il tuo commento!
      Mi sprona a continuare...

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