" Oniricon " di Marcello Vandelli


ONIRICON ( 400 X 250 su OSB )
Magnum opus dell'Artista Marcello Vandelli che sara' esposta a Bologna nella prestigiosa Villa Benni . E' la prima volta che decido di commentare un dipinto del Maestro, in effetti non mi sono mai sentita, per la complessita' delle sue visioni e per la vastita' concettuale e metaforica che ogni dipinto racchiude, di sbilanciarmi con un mio testo. Visto e considerato che peraltro ha uno staff che lo segue da tempo e che viaggia da anni sul suo flow emotivo, ho sempre pensato un mio commento fosse superfluo.
Ho scelto di cogliere la sfida con questo particolare dipinto per via del fatto che essendo un
" sogno " credo non esistano verita' assolute in merito a quest'onirico viaggio Felliniano , se non quelle proprie che soltanto il cuore e la mente di Vandelli custodiscono.
Tentero' infatti una mia personalissima, delirante, interpretazione basata sulle mie sensazioni e prime impressioni. Dovessi scrivere tutto quello che mi è passato per la mente credo il commento sarebbe di una noia mortale, quindi evitero' ogni tecnicismo e raccontero' una mia visione del sogno!
Ho passato giorni a fissare questa tela ed inizialmente l'ho trovata al contempo affacinante e sconcertante. Un mistico viaggio nel mondo Vandelli dove tutto prende forma in un percorso narrativo. L'opera è come una matriosca composta da un trittico, dove ogni tela è uno stadio che a sua volta contiene una serie di concetti chiave che si incastrano uno nell'altro per poi concatenarsi nelle tre fasi successive per dare quasi un ordine al caos del sogno.
Esiste un filo logico narrativo che collega le simbologie procedendo dal primo dipinto a sinistra dal basso verso l'alto per poi prendere corpo orizzontalmente.

Nel trittico per chi conosce un minimo le opere di Vandelli, salta immediatamente agli occhi come trait d'union l'ancora che è un po' il marchio d'artista.

Paradossalmente punta verso l'alto e liberandosi da ogni terrena pesantezza diventa simbolo di una rinnovata speranza, risollevando lo spirito donando liberta'.
Come ho constatato piu' volte la simbologia Vandelli è sempre protesa al bene, alla purezza, ricca di richiami d'infanzia e sogni una costante concettualita' positiva che lascia sempre aperta la possibilita' di salvezza, di un miglioramento per quest' umanita' allo sbando.
Nel primo dipinto troviamo un indiano a cavallo che ricorda molto quando da ragazzini si giocava ai cowboy ed indiani, un chiaro ricordo d'infanzia. Ritroviamo inoltre un dipinto, di un drago cinese, nel dipinto la cui essenza è l'incarnazione Yang cioè del bene. In fondo al quadro con volute figure in nero quasi fossero ombre in contrasto, l'inconfondibile evoluzione dell'uomo.
Nella seconda sezione, il dipinto di un pavone bianco simbolo di purezza e perfezione spirituale ma anche simbolo della trasformazione in positivo, della purificazione, che sembra esser ( non a caso) appoggiato a colui che detiene come giudice una bilancia soppesando due teste ( una dritta l'altra rovesciata)simbolismo dell' eterna contrapposizione tra bene e male di cio' che è giusto o sbagliato ma anche del pensiero che segue un filo logico e quello che il senso ha perduto. Il giudice cammina come funambolo sulla corda dell'ancora evidente ulteriore raffigurazione positiva. Sul fondo le sagome scure di una madre con bambino che tiene un palloncino rosso.
All'inteno dell'ultima sezione, una delle piu' famose opere di quest'Artista , davvero singolare posizionata come fosse gran finale " Un mondo perfetto" con la sua caratteristica prospettiva capovolta tesa verso l'alto, un invito a sovverchiare ed uscire dai nostri rigidi schemi aprendoci a guardare, non solo vedere, il mondo da una prospettiva piu' aperta e da piu' angolazioni per volare alti.
Appollaiato sulla corda dell'ancora una creatura alata. Guardandola mi evocato un misto tra la Nottola di Minerva ed un elefante che simboleggia pazienza e saggezza ed è inoltre famoso per portare fortuna. Il Rapace sacro alla Dea della sapienza, che inizia a volare dopo il tramonto a cui fa riferimento la metafora di Hegel che lo porta a paragone della filosofia asserendo che quest'ultima sara' in grado di spiegare la realta' soltanto quando una civilta' avra' compiuto il suo processo di formazione e sara' gia' nella fase di declino , cioè soltanto quando avra' finito di esprimere tutte le sue potenzialita', con l'unico scopo di constatare i fatti. Per concludere l'ultima in lettura orizzontale delle figure nere, uomo e donna adulti in abiti formali, alienati nella societa' moderna.
A farla breve, credo, la visione del sogno Vandelli sia estremamente complessa ed estesa, ma anche che il messaggio del dipinto sia carico di speranza per l'uomo . 
L'uomo è ancora in tempo a liberarsi da schemi preconfezionati, c'è ancora la possibilita' di sciogliere le catene di una societa' in  rapida ascesa, in cui è facile perdersi, ma dove c'è ancora la speranza di ritagliare un angolo di paradiso per se stessi e per il prossimo, per rigenerarci e rompere le sbarre delle gabbie che ci hanno costruito attorno, per soppesare i fatti per cio' che sono senza veli ne' pregiudizi formulando nuove linee di pensiero piu' costruttive . 
Tendere a spiritualita' ed umanita' piu' elevate e pure, per credere nell'attuazione del concetto di felicita' per mezzo di scelte piu' libere e consapevoli. 
E' tutto ancora da soppesare da valutare è tutto ancora sul piatto della bilancia e noi siamo giudici dei fatti e delle nostre decisioni, siamo ancora in tempo per esser padroni assoluti dei nostri pensieri ed energie ed in tempo per incanalarle lungo il viale che porta al riscatto di un'esistenza qualitativamente migliore per tutti, riavendo cosi' tutto quello che abbiamo dimenticato e perso di vista.
Per ora è certo che Marcello Vandelli ha indubbiamente dipinto a suo visionario piacimento, il Mondo perfetto nel suo straordinario Sogno perfetto.











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