Marcello Vandelli

Introduco questa pagina con immensa gioia!
è un po' di tempo che osservo Marcello Vandelli e le sue opere in quasi totale silenzio, per vari motivi che spieghero'.
Tutti gli artisti che sto presentando, con immenso piacere, seguono un mio gusto personale ben preciso, mi hanno tutti colpita perchè "visivamente immediati" a livello tecnico, ed emotivo, malgrado la complessita' d'esecuzione e di concetto che le loro opere racchiudono. 
La prima volta che ho visto i dipinti di quest'artista mi son detta "ok, non è il mio genere", ma c'era qualcosa nell'accostamento dei colori e nella scelta di soggetti cosi' particolari nella forza espressiva che ogni volta mi attirava nuovamente a guardare la sua pagina Fb... qualcosa di nuovo mi stava incuriosendo e trasportando ad ondate... verso un espressivita' per me oscura e diversa !!! 
a questo punto rimane solo una scelta... saperne di piu'... tentare di inabissarsi nel suo mondo per trovare quella chiave di lettura a me, ahimè, mancante.
Scava, scava, incappo nel prezioso aiuto di Eleonora Tabarelli, esperta delle opere di Vandelli, che offrendomi tutta la sua disponibilita' mi ha fornito il tassello mancante, quello che avevo percepito ma non focalizzato: è un "ISTINTIVO". Eleonora cosi' mi ha aperto il mondo affascinante di queste opere, rivoluzionando completamente il mio approccio ed cambiando la prospettiva con cui guardavo! l'artista è impulsivo e lavora di getto, esprime sogni o visioni del presente o del passato elaborando il concetto... dolori, paure, desideri... un'emotivita' allo stato brado lasciata completamente libera di esprimersi di volare dove piu' le pare cavalcando senza schemi le ali della sua personalissima fantasia. 

Comunico : 25 Maggio 2016
Mostra patrocinata dalla Regione Emilia Romagna  
" Strati di Esistenza " di Marcello Vandelli.
Palazzo Assemblea Legislativa, Via Aldo Moro n° 50
Bologna ( in ricordo del sisma del 2012)



Non voglio anticipare cio' che sara' esposto...!!!
questi sono alcuni dei dipinti 

L'artista all'opera in :
"Dove vanno le nuvole"
" Vorrei tu fossi qui"
( alto a dx)
"La depressione è un dono di Dio"
( sx )
"Amanti approssimativi"
( dx )



" La Solitudine "
osb dim 68x46 osb dim 90x70


“La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà” (Faber)
Ognuno di noi ha provato nella sua vita l’esperienza della solitudine. Essa tocca profondamente ogni uomo, è ineliminabile e ci accompagna per tutta la vita, fin dalla nascita quando si è costretti ad abbandonare il ventre materno, cessando un rapporto di simbiosi che mai più si potrà rivivere. Proprio come quel bimbo, spezzato, teneramente indifeso e solo, proteso verso un futuro cupo, che nella sua infinita dolcezza, commuove e riporta alla mente immagini di una storia che continuamente si ripete. E nella solitudine nasce il desiderio di amare, se stessi e gli altri. Troppo spesso la solitudine è vista come una condizione spiacevole, da cui fuggire ad ogni costo. L’individuo è sopraffatto dalla incomunicabilità della società odierna, dal senso di precarietà costante, dall’alternarsi continuo di sentimenti contrastanti. Non basta vivere in mezzo agli altri, per sentirsi in compagnia; troppo spesso capita di sentirsi soli nella frenesia dei rapporti interpersonali, in balia degli eventi, privati della libertà di essere se stessi, nell’infinita ricerca di compiacere l’altro. E viene voglia di fuggire… Viene voglia di essere realmente soli, per ritrovarsi, per ristabilire un equilibrio interiore, senza più compromessi. Ed è allora che la solitudine, privata della sua disperazione, trova speranza e forza, nella conquista della propria individualità. La conoscenza di sé permette all’individuo di entrare in contatto con i sentimenti più intimi, di mutare atteggiamento e riscoprire l’essenziale. La solitudine è intrinseca al nostro essere, forse necessaria. “Gli uomini, disse il Piccolo Principe, coltivano cinquemila rose nello stesso giardino… e non trovano quello che cercano. E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa… ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”

Commento di Eleonora Tabarelli


               
















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